5 consigli per invecchiare felici

La consapevolezza di invecchiare ci sommerge come un’onda. Senza accorgercene un giorno guardiamo un film e, indicando gli attori, iniziamo a dire: “Lei è morta. Oh, anche lui è morto!”. Nel frattempo i nostri genitori si trasferiscono in una casa di riposo, che chiamano la “Sala d’attesa di Dio”, e le nostre ossa iniziano ad emettere più scricchiolii dei cereali della colazione.

Nella nostra società, la giovinezza è glorificata e l’invecchiamento è visto come qualcosa di negativo, ma gli esperti affermano che, anche se l’età avanza, non è detto che la qualità della vita debba necessariamente abbassarsi.

Cosa si intende per “vecchio”?
Iniziamo intanto a cercare di capire cosa si intende per vecchio. Secondo Tom Ludwing, Professore emerito di Psicologia dell’Hope College di Mich, in Olanda, molte persone non si sentono ancora vecchie a 38 anni ma, superata l’età di 37,8 anni, si potrebbe essere statisticamente già considerati “vecchi”.
Alcuni studi dimostrano che le persone iniziano a considerarsi anziane intorno ai 60 anni e, in un sondaggio condotto dal Pew Research Center, circa 3.000 rispondenti hanno indicato i 68 anni come punto di inizio della vecchiaia.
Daniel B. Kaplan, assistente professore di Servizio sociale dell’Adelphi University di Garden City, New York, ci ricorda che poter vivere fino ad un’età avanzata è una conquista relativamente recente. Inoltre, sottolinea che: “L’aspettativa di vita è cresciuta di più durante il ventesimo secolo, che nei precedenti millenni messi insieme”, ed aggiunge che attualmente negli Stati Uniti è di 79.1 anni. In Italia, secondo i dati Istat, la speranza di vita è ancora più elevata, infatti, nel 2015 era di 80,6 anni per gli uomini e 85,1 per le donne.

Ecco i consigli di questi esperti per non lasciarsi abbattere dallo scorrere del tempo:

1- Prendila con filosofia
La Dottoressa Gayatri Devi, Neurologo del Lenox Hill Hospital di Manhattan, afferma che il modo in cui vediamo le cose può fare la differenza.
Infatti, uno dei suoi pazienti diceva spesso “la vecchiaia ha una brutta faccia” ed è morto all’età di 84 anni.
Invece, un’altra sua paziente, che aveva 98 anni, una volta le raccontò che quando era più giovane assomigliava all’attrice Elizabeth Taylor. Quando la dottoressa le rispose che doveva essere difficile per qualcuno che era stato così bello invecchiare, la paziente replicò: “Cosa intende dire? Non sono ancora bella?”. Questa paziente oggi ha 100 anni.

2- Diversifica gli amici
La Dottoressa Devi racconta poi di un altro paziente, che morì all’età di 101 anni, che aveva cercato di mantenere almeno un’amicizia da ogni decade della sua vita. Il paziente aveva molti amici, inclusa la figlia della Dottoressa Devi, che all’epoca aveva 12 anni.
Avere degli amici di diverse generazioni può aiutare a tener testa alla solitudine che ci assale quando gli altri partono, muoiono, si ammalano o perdono la possibilità di spostarsi e venirci a trovare.
“Per non isolarsi nella vecchiaia occorre sia far parte di una comunità, che restare al passo con i progressi tecnologici, per non rischiare di essere etichettati come vecchi bacucchi” ha affermato sempre la Dottoressa Devi.

3- Preparati
Molti dei problemi che gli adulti devono affrontare quando raggiungono la vecchiaia non sono collegati al naturale processo di invecchiamento.
La qualità della nostra vita futura dipende in parte da noi. La scelta dello stile di vita e dei comportamenti da seguire può influenzare la portata degli effetti del cosiddetto invecchiamento secondario.
Fare attività fisica, dormire bene ed avere abitudini alimentari sane, genera dei benefici per il nostro futuro benessere fisico, che a sua volta impatterà sulla salute mentale e cognitiva, afferma Ludwig.
Le persone si dovrebbero preparare mentalmente per l’ultimo stadio della loro vita sin dal momento in cui iniziano a creare una famiglia o ad aiutare il proprio figlio ad ottenere la sua indipendenza.
Secondo quanto afferma Kaplan, sarebbe opportuno chiedere aiuto ad un consulente finanziario per adattarsi ai cambiamenti futuri del proprio reddito e per pianificare una strategia per far fronte ai costi delle cure mediche.
Inoltre, bisognerebbe confrontarsi con la propria famiglia e i propri amici su cosa ci si aspetta dalla vecchiaia e che tipo di vita si desidera.

4- Guarda il lato positivo
Gli anziani sono in genere più felici, meno stressati e preoccupati rispetto alle persone di mezz’età o dei giovani, afferma Kaplan.
Infatti, anche se potrebbero insorgere dei problemi di reddito e di salute, “la maggior parte degli anziani si concentra di più sugli aspetti emozionali della vita che su quelli pratici”, poiché in vecchiaia si da solitamente più importanza agli aspetti positivi.
Ludwig afferma che la realtà della vecchiaia non è brutta come gli stereotipi la dipingono. Sebbene probabilmente non si è più in grado di fare tutte le attività che si facevano da giovani, ad esempio è sconsigliato giocare a calcio come degli adolescenti, si può compensare trovando altre attività altrettanto gratificanti.
Bisogna trovare qualcosa in cui impegnarsi a migliorare, che sia il tennis o il fai da te, o , come suggerisce Ludwing, aiutare il prossimo, specialmente i più giovani.
Inoltre, dobbiamo ricordarci che non siamo gli unici a sentirci doloranti o rallentati. Ludwig, infatti, conclude: “Ci sono milioni di americani che si svegliano con i vostri stessi acciacchi e dolori. E poi, quale alternativa abbiamo all’invecchiare? Morire giovani?”.

5- Rigetta i pregiudizi sugli anziani
Anche se ad esempio è vero che, quando invecchiamo, possiamo ingrassare e perdere alcune delle nostre capacità intellettive, non tutti gli stereotipi sugli anziani hanno un fondo di verità.
I miti sulle persone anziane, che le descrivono come sconnesse ed irritabili, sono creati e alimentati dai media e dalla nostra cultura, e i progressi tecnologici hanno, in parte, confermato lo stereotipo che le persone anziane non riescono a tenersi al passo con i tempi, ha affermato Ludwig.
Leslie K. Hasche, Professore associato del Dipartimento di Assistenza Sociale dell’Università di Denver, in Colorado, ha affermato di supportare l’iniziativa “Disrupt Aging” dell’AARP (American Association of Retired Persons), che ha lo scopo di contrastare i miti sociali e culturali su cosa significhi essere anziani.
La Professoressa Hasche ha aggiunto “Troppo spesso, i pregiudizi creano barriere o limiti, che ostacolano gli anziani che vogliono restare connessi e continuare a perseguire i loro sogni.”
Molti avvenimenti, come compleanni, cambiamenti lavorativi o la morte di parenti o conoscenti, ci ricordano del tempo che passa, ma non bisogna perdere di vista la ricerca di una vita significativa e di qualità.
Kaplan conclude che: “Per alcune persone, la vecchiaia arriva velocemente e silenziosamente, senza che se ne accorgano, mentre altre si godono la relativa continuità della vita che scorre. Essere capaci di adattarsi ai mutamenti della vita è la chiave del successo ad ogni età”.

Leave a comment