I muscoli del sorriso

Il sorriso è una delle migliori armi per esprimere le nostre emozioni o per mascherarle. Sorridiamo quando siamo felici, ma anche in molte altre occasioni che riguardano i nostri rapporti sociali e l’interazione con gli altri, il sorriso è un mezzo per comunicare i nostri sentimenti e per distendere rapporti tesi.

Ridere sembra una cosa semplice, eppure, quando il cervello invia il messaggio “sorridi”, vengono coinvolti ben 12 muscoli diversi del viso, ognuno dei quali ha una funzione ben precisa.

I muscoli che si attivano sono raggruppati in sei coppie, ognuna delle quali mette in movimento parti diverse del nostro volto:

  • i muscoli che sollevano i lati della bocca (levator anguli ori);
  • i muscoli che sollevano il labbro superiore (levator labii superioris);
  • i muscoli che agiscono sulle orbite oculari (orbicuaris oculi);
  • i muscoli che portano indietro le labbra (risorius);
  • i muscoli che sollevano gli zigomi maggiori (zygomaticus major);
  • i  muscoli che sollevano gli zigomi minori (zygomaticus minor).

Il numero dei muscoli che si attivano con il sorriso può, però, variare da persona a persona, e soprattutto tra culture diverse, semplicemente per il modo che hanno di ridere popolazioni differenti. La modalità di sorridere è dovuta anche alla struttura delle ossa alla base del viso, che permettono di usare in maniera selettiva i 36 diversi muscoli della faccia.
Da alcuni studi intrapresi sulle espressioni facciali che si utilizzano durante una risata, è emerso che queste sono uniche e permettono il riconoscimento di un individuo anche nel caso abbia cercato di modificare i propri tratti somatici.

Negli anni, sono diverse le ricerche scientifiche che hanno avuto come oggetto il sorriso, indagando questo fenomeno da diversi punti di vista, da quello anatomico e fisiologico a quello psicologico e neurologico, uno dei più significativi è quello del neurologo francese Guillaume-Benjamin Duchenne.
Duchenne, nei suoi studi, scoprì che i sorrisi spontanei, che vengono dalla vera felicità, non utilizzano solamente i muscoli della bocca ma anche i muscoli degli occhi.
Infatti, secondo il neurologo, l’espressione di un’emozione positiva e genuina è dovuta alla contrazione contemporanea del muscolo zigomatico maggiore e del muscolo delle orbite oculari, che circonda la cavità oculare. Con la diffusione di questa scoperta, in ambito scientifico il sorriso spontaneo ha preso il nome di “Sorriso di Duchenne”.

Ma vediamo in dettaglio cosa succede quando facciamo un sorriso spontaneo: il muscolo risorio, quello che circonda la bocca e quello degli zigomi superiori, sposta verso l’alto il labbro superiore e le guance, donando intensità all’espressione, mentre i muscoli delle orbite oculari fanno alzare le sopracciglia, spalancare gli occhi e donano luminosità allo sguardo.
Al contrario, nel sorriso forzato, quindi non spontaneo, si attivano solo il muscolo risorio e quello zigomatico superiore.

I benefici di sorridere spesso sono ormai noti da tempo, tanto da essere diventati oggetto anche di proverbi diffusi come “Il riso fa buon sangue”, ma, secondo lo studio intrapreso da un gruppo di ricercatori della Northwestern University, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Personality and Social Psychology, solo il vero sorriso induce in noi una sensazione di benessere, di soddisfazione nei rapporti con gli altri e contribuisce alla nostra longevità.

Quindi se volete vivere a lungo e in salute, la prima regola è: circondatevi di persone che vi facciano ridere davvero!

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