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Sesso del bambino, quando si sa (e come): test medici e 6 falsi miti

“Ho voglia di dolce, allora è femmina!”. Certo… che no! I metodi della nonna (spesso anche della zia o della suocera) per scoprire il sesso del bambino, interpretando segnali di varia natura, il più delle volte falliscono. Ma sono tanti, si tramandano di generazione in generazione e rivelano caratteristiche peculiari e interessantissime del substrato culturale di appartenenza delle famiglie in dolce attesa.

Andiamo per ordine però, prima di scorrere l’elenco dei metodi fai da te per scoprire il sesso del feto, vediamo quando è possibile sapere se il nascituro sia maschio o femmina tramite test medici. A seconda dello strumento scelto, è possibile conoscere il sesso del bambino tramite:

  1. Esame del sangue (dalla decima settimana);
  2. Campionamento dei villi coriali – CVS (dalla decima settimana);
  3. Amniocentesi (dalla 15esima settimana);
  4. Ecografia (dalla 18-20esima settimana).

Ma diciamocelo, cosa sarebbero quei 9 mesi senza il toto-sesso a colpi di antiche leggende? Proviamo a raccontarvene (e a sfatarne) almeno sei!

  1. Nausea mattutina: oltre il 50% delle donne in stato di gravidanza soffre di questo disturbo durante i primi tre mesi. Si narra che nausee mattutine “importanti” indichino che il bambino nascerà femmina. Il ragionamento di base è che le future mamme di bimbe, a causa dell’alto livello di ormoni, soffrano di nausee più forti. Le future mamme di maschietti invece, viceversa, a causa di un tasso ormonale più basso (quello maschile) sarebbero meno soggette alla nausea. Sono state condotte pochissime ricerche in merito e i risultati sono quantomeno contrastanti. Ad esempio: uno studio del 1999 ha effettivamente riscontrato un aumento del malessere mattutino in chi attendeva figlie femmine. Tuttavia, uno studio più recente (2013) ha invece riscontrato un tasso di nausea maggiore nelle mamme in attesa di maschietti. Nessuna certezza quindi, anzi, solo una, una mamma su due salirà spesso sulle montagne russe nei primi tre mesi di gravidanza, per poi dimenticarsene.
  2. Voglia di dolce o di salato: una percentuale variabile tra il 50 e il 90% delle donne incinte ha le voglie e il tipo di alimenti desiderato dalle stesse è particolarmente variabile. Leggenda vuole che le future mamme in attesa di una femmina siano particolarmente attratte dai dolci in gravidanza, viceversa chi attende un maschietto sarebbe attratta dagli snack salati. Le voglie non rappresentano niente altro che i bisogni nutrizionali della donna ma ok, potrete continuare a usare frasi come “sicuramente è femmina” per giustificare l’overdose di cioccolato della sera prima.
  3. Sbalzi d’umore: nel rispetto della tradizione (e dei luoghi comuni) saggezza popolare vuole che le future mamme che presentino in gravidanza frequenti sbalzi d’umore portino in grembo…una femmina. “Ovvio” no? Lo sbalzo d’umore è femmina da che mondo è mondo. Invece no, nessuna studio scientifico avalla questa ipotesi e, come per la nausea, l’unica certezza è che gli sbalzi di umore arriveranno quasi per tutte.
  4. Frequenza cardiaca fetale: Non tutti sanno che il cuore del feto inizia a battere a circa 6 settimane di gravidanza. Il battito cardiaco fetale varia tra i 140 e 170 battiti al minuto (bpm) entro la settimana 9. Leggenda vuole che un feto con meno di 140 bpm sia maschio, invece feti con battiti cardiaci più rapidi saranno femmine. Anche su questo non esiste alcuna prova scientifica, anzi, uno studio del 2006 riscontrava frequenze cardiache maggiori nei maschietti.
  5. Dimensione  e posizione della pancia: sono tanti a credere che una “pancia bassa” sia sinonimo di figlio maschio e una “pancia alta”, viceversa, di figlia femmina. Tuttavia, non c’è alcuna verità scientifica in affermazioni di questo tipo.I fattori che determinano la forma e le dimensioni della pancia di una donna in gravidanza sono la dimensione del feto e la sua posizione.

Conoscete altri metodi per scoprire il sesso del bambino? Svelateceli! E auguri di cuore alle future neo-mamme!

 

 

 

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