La telemedicina delude le aspettative degli specialisti telemedicina Full view

La telemedicina delude le aspettative degli specialisti

Un recente studio dell’Università del Wisconsin dimostra che incoraggiare i pazienti ad utilizzare opzioni di cura virtuali aumenta il numero di visite a studio e di chiamate, riducendo di conseguenza il tempo che lo specialista può dedicare a nuovi pazienti.
La ragione è che lo specialista si sente in dovere di visitare di persona il paziente, dopo aver comunicato con lui virtualmente.

Lo studio che ha coperto 5 anni di visite e coinvolto 14.000 pazienti e 90 centri medici ed ha evidenziato che, gli specialisti che intraprendevano progetti di visite virtuali (Telemedicina), sperimentavano una crescita del 6% delle visite a studio.

Queste visite aggiuntive, a loro volta, hanno aumentato di 45 minuti al mese il tempo che gli specialisti dedicavano ai pazienti che aderivano ai programmi di Telemedicina.
“Offrire visite virtuali sembra un buon modo per risparmiare tempo e denaro riducendo la necessità di vedere i pazienti a studio, evadendo le domande di routine e gli aggiornamenti tramite i canali digitali” ha affermato Hessam Bavafa, Assistente Professore di Gestione dei flussi e delle informazioni alla Wisconsin School of Business e Ricercatore principale dello studio.
Ma ha continuato “Il problema è che il settore sanitario è molto più complicato, i pazienti possono reagire in modo esagerato a sintomi minimi o non essere sufficientemente chiari nel descrivere il loro stato di salute e questo porta lo specialista a sentirsi obbligato a visitarli anche di persona”.
Inoltre, il medico può ricevere informazioni insufficienti o ambigue dal paziente, il che rende difficile giungere ad una diagnosi corretta, ulteriore motivo per svolgere una visita dal vivo.

Come conseguenza di queste visite aggiuntive in studio, lo specialista si trova a vedere ridotto del 15% il tempo da dedicare a nuovi pazienti ogni mese.
Per aggiungere la beffa al danno, i ricercatori non hanno osservato alcun miglioramento nello stato di salute dei pazienti che venivano visitati utilizzando la telemedicina rispetto agli altri. Inoltre, ha commentato Bavafa “Le visite aggiuntive affollavano lo studio nei momenti da dedicare agli altri pazienti”.

Quindi, mentre i pazienti vedono la telemedicina come un modo più conveniente e abbordabile di accedere alle cure, l’utilizzo di tale tecnologia aumenta i problemi e gli inconvenienti per gli specialisti. Tuttavia, gli studi medici che ancora non lavorano a massima capacità potrebbero avere dei benefici impiegando questa tecnologia, potendo giovare delle visite aggiuntive in studio.
I centri a corto di specialisti, potrebbero ricorrere a visite virtuali più strutturate, in cui si stabiliscano delle domande standard da porre ai pazienti nella fase preliminare, per fornire maggiori basi per la diagnosi allo specialista.
“Le visite virtuali sono solo una delle tante funzionalità offerte dai portali online ai pazienti, che possono trovare su internet siti per accedere ai risultati delle proprie analisi o alla propria storia medica, siti per prenotare visite e per richiedere prescrizioni. Osservando più attentamente il modo in cui, sia i pazienti che i professionisti, stanno utilizzando questo nuovo canale di erogazione dei servizi sanitari, può cercare di renderlo uno strumento sempre più efficace ed utile al miglioramento dell’intero Sistema Sanitario, sia nella sua componente pubblica che privata.” ha concluso Bavafa.

Leave a comment